Sabato 18 aprile ore 21.00 Koury Ndiaye Afro World Music

koury

Koury Ndiaye: Voce – Lead – Basso
Salymata Diarra: Voce – Zucca
Makthar Mboup: Percussioni
Giovanni Sanna: Chitarra
Massimiliano Ruiu: Tastiera
Stefano Romano: Percussioni.
PER PRENOTARE CENA CON PIATTO TIPICO
SENEGALESE
079/262556 – 320/8111019

https://www.youtube.com/watch?v=nLjiZANaNTM

https://www.youtube.com/watch?v=Gk-RU4y-iyk&sns=fb

Ospite della serata sarà il cantautore senegalese Koury Ndiaye con la sua band, che proporrà un repertorio originale Afro-salsa che mescola sapientemente la musica africana ad altre sonorità etniche spesso identificate nel genere “World Music”.
Koury è un cantautore nato in Senegal; ha inciso il suo primo disco nel 1981 con il gruppo Gestu.
Il disco, intitolato “Diabar”, viene prodotto dal celebre produttore parigino Ibrahima Sylla (Syllart Production) e porta Koury a suonare con prestigiose band e artisti africani come ISMAEL LO, CHEIKH NDIGUEL LO e AFRICANDO.
Vive in Italia dal 1995, dove porta avanti il suo progetto solista oltre a coltivare importanti collaborazioni.
SALYMATA’ DIARRA, il cui nome d’arte è appunto “Salymatà” ha collaborato nel 2004 con il coro di Santa Cecilia di Sassari cantando la Missa Luba come solista.
Nell’agosto/2008 ha cantato e suonato la chitarra in un concerto a Castelsardo assieme a due grandi musicisti come Marcello Peghin e Gian Luigi Dettori.
Ha collaborato con Salvatore Mereu nel film Tajabone come attrice cantando anche il brano dal quale il film ha preso il nome.
Nell’agosto 2011, con Theatre en vol, ha fatto parte di uno spettacolo chiamato B.A.U rappresentato a Montresta, in Marmilla e a La Maddalena.
Dicembre 2011 ha scritto una canzone in italiano dedicata alle donne di SE NON ORA QUANDO? intitolato DONNE.
Nel luglio del 2013 è stata protagonista con il fotografo Fabio Loi ed il costumista Matteo Cardia dello spettacolo “Sense a passi lenti”, un racconto fotografico che indaga sui temi proposti nei dieci brani composti suonati e cantati dall’artista Africana che spaziano dal matrimonio all’amicizia passando per un inno alla pace per il Continente Africano tutti fra loro da un intenso senso nostalgico scandito a sua volta da gestualita’ che ritualizzano gli avvenimenti.

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