GIOVEDI 15 DICEMBRE GENE GNOCCHI in “SCONCERTO ROCK”

Sconcerto rock”, un esilarante spettacolo che vede il poliedrico
artista nelle vesti di “The Legend”, un’anziana rockstar tornata sul
palco dopo anni di silenzio, nella speranza di risolvere i suoi
problemi economici. Il ritorno sulle scene però si trasforma ben
presto in un calvario.
Alla chitarra DIEGO CASSANI
LA SALA APRE ALLE 20.00 INIZIO SPETTACOLO ORE 21.15
gene foto
Eugenio Ghiozzi, conosciuto come Gene Gnocchi, nasce a Fidenza (Parma) il giorno 1 marzo del 1955.
Consegue una laurea in Giurisprudenza poi inizia la sua carriera di attore e comico debuttando allo Zelig di Milano il giorno del suo nel 1989, nel giorno del suo 34° compleanno.
Le prime esibizioni comiche di Gene risalgono proprio al periodo precedente in cui – affiancata all’attività sportiva di calciatore (serie C) – assieme al gruppo rock “I Desmodromici” si esibisce in cover di canzoni inglesi e americane. Prima di cantare Gene è solito fornire al pubblico lunghe e surreali introduzioni che sono traduzioni del testo che verrà stato ascoltato di lì a poco, provocando fragorose risate. Il primo lavoro che rivela il talento comico di Gene Gnocchi come monologhista è “Diventare Torero”, presentato con grande successo allo Zelig di Milano nel 1989
Sempre nello stesso anno debutta in tv. Dopo alcune apparizioni come comico emergente al Maurizio Costanzo Show, Gene Gnocchi appare accanto a Zuzzurro e Gaspare, Teo Teocoli, Silvio Orlando, Athina Cenci, Giorgio Faletti e Carlo Pistarino nella trasmissione “Emilio”. Il successo è tale che nel 1990 riparte un’edizione speciale del programma.
Ancora nel 1990 è ospite fisso nella trasmissione tv “Il gioco dei nove” condotta su Canale 5 da Raimondo Vianello. Poi arriva l’esperienza editoriale: si cimenta nella scrittura e pubblica il suo primo libro che si intitola “Una lieve imprecisione”; il libro raccoglie vari racconti e non mancano positivi apprezzamenti da parte di pubblico e critica.
Con la sua comicità un po’ surreale arriva poi a recitare ne “I vicini di casa”, una sit-com ambientata in un condominio, nella quale Gene Gnocchi interpreta Eugenio Tortelli, genialoide inventore di giochi per bambini.
Nel 1992 presenta “Scherzi a parte” con Teo Teocoli, debuttando di fatto come conduttore televisivo. L’anno seguente partecipa alla prima edizione di “Mai dire gol”, creando nuovi e divertenti personaggi – come il bergamasco Ermes Rubagotti – oppure cimentandosi nella divertente parodia della giornalista sportiva Donatella Scarnati.
Esce quindi il secondo libro “Stati di famiglia”, una buffa e malinconica cronaca di personaggi alle prese con il nonsenso della vita di ogni giorno.
Marino Bartoletti, direttore della Testata giornalistica sportiva, nel 1995 invita Gene come ospite fisso al “Processo del lunedì”: la famosa trasmissione viene così condita dalla satira dissacrante di Gnocchi sempre pronto a tirar fuori battute esilaranti. Nello stesso anno porta in tournée lo spettacolo “Tutta questa struttura è suscettibile di modifica”, per la regia di Antonio Syxty. Si tratta di un nuovo tipo di sperimentazione teatrale che prende spunto da un originale tentativo di interazione con il pubblico in sala.
Arriva nelle librerie il suo terzo lavoro “Il signor Leprotti”, che racconta la storia di un triste clown della metropoli tra avventure mancate e assassini falliti. Sempre nel 1995 è il protagonista del film per la tv “Occhio di falco”. Per il grande schermo, invece, partecipa insieme a Margherita Buy, alla commedia agrodolce di Giuseppe Piccini, “Cuori al verde”. La carriera di attore continua con il film “Metalmeccanico e parrucchiera…” per la regia di Lina Wertmuller.
Nel 1997 e per due anni, in coppia con Tullio Solenghi, conduce il popolare tg satirico “Striscia la notizia”. Scrive (con Francesco Freyrie) e interpreta “Dillo a Wally”, un talk show di casi umani e disumani, feroce e intelligente satira della tv. Più tardi realizza un dizionario ironico “Il mondo senza un filo di Grasso”, che riscuote un discreto successo.
Nel 1998 conduce “Meteore”, programma alla ricerca di personaggi un tempo famosi e oggi dimenticati. Nello stesso anno comincia la sua avventura nella trasmissione sportiva “Guida al campionato”. Lavora poi in teatro con lo spettacolo “Santo Sannazzaro fa una roba sua” (scritto da lui assieme a Freyre), per la regia di Daniele Sala. Lo spettacolo narra delle tragiche e grottesche avventure di un capocomico.
Nell’autunno dell’anno 2000 torna a lavorare in televisione su RaiDue con la trasmissione “Perepepè”, programma che porta la comicità nel mondo della musica. Dal 2000 è tra i protagonisti di “Quelli che il calcio…”, condotto da Simona Ventura.
Nel 2001 è testimonial per il diritto allo studio in una campagna di comunicazione rivolta a famiglie e studenti dell’Emilia-Romagna, per far conoscere le opportunità offerte dalla Regione attraverso assegni e borse di studio.
Collabora con brevi interventi satirici scrivendo su La Gazzetta dello Sport, poi dopo aver condotto “La Grande Notte” e “Artù” (in seconda serata su Rai Due), da settembre 2008 passa all’emittente televisiva Sky per condurre “Gnok calcio Show”, la domenica pomeriggio. Da gennaio 2010 partecipa come comico monologhista al programma televisivo Zelig su Canale 5, apparendo nelle prime tre puntate.

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